Poeta o non poeta?

Il celeberrimo cantautore polistrumentista americano Bob Dylan, una leggenda musicale che è arrivato a toccare i più svariati generi dal country al blues, dal gospel al rock and roll viene ormai considerato dall’Accademia di Stoccolma tanto un poeta contemporaneo quanto il punto di arrivo di una cultura popolare, di una tradizione storica musicale.

“Il menestrello del rock”, così viene chiamato, è finito nel mirino della critica letteraria causa del premio Nobel ricevuto il 16 Novembre. I puristi si sono risentiti argomentando che la canzone popolare scinde completamente dalla “vera” poesia e dalla letteratura. Così anche Lello Voce il quale sostiene  “Credo che la maggior parte dei testi di Dylan, senza musica non regga.”

Che dire allora dei temi trattati nelle sue canzoni? L’Accademia di Stoccolma elenca trenta titoli di opere, raccolte e poesie alla base delle produzioni artistiche di Dylan. E che dire del testo “Blowin’ in the  wind”? Una profonda riflessione sulla violenza e sulla guerra, nonchè una critica all’indifferenza umana e all’ipocrisia che essa comporta.

La meditazione riguardo ai temi attuali è una caratteristica intrinseca della poesia e della letteratura così come dei componimenti musicali di Bob Dylan. David Hajdu scrive nella rivista “The Nation”  “…è letteratura ma è anche musica, è performance, è arte ed è anche molto commerciale.”

Come sostiene lo stesso cantautore polistrumentista

Ma che mi dici delle canzoni che canti sulla scena? Non sono che il modo in in cui la mia felicità si dipana.

Tanto il poeta come l’artista, nel senso più ampio del termine, esprimono i propri sentimenti, le proprie opinioni con le conseguenti critiche tramite la poesia, la musica e l’arte. Entrambi danno voce alle proprie parole; anche il poeta. Il primo scrive e il lettore è colui che trasmette ed esplicita le parole del poeta, il secondo invece compone e le sue opere d’arte vengono trasmesse e rese manifeste dall’ascoltatore che viene trasportato dalla melodia e dal testo.

Bob Dylan senz’altro merita questo riconoscimento in campo letterario e può essere considerato un poeta contemporaneo a tutti gli effetti. L’Italia o meglio gli uomini dovrebbero evolvere il proprio pensiero e scostarsi dalle antiche concezioni comuni per giungere a comprendere l’importanza che ha Bob Dylan in ambito culturale e artistico.

La mia etica

Etica, etica, etica…è proprio di ciò che tratterà questo articolo o almeno proverò a spiegare la mia etica . Tenterò seriamente anche se non mi considero molto brava a parole preferisco i fatti a quest’ultime. Quando si trattava di dire un semplice “Ti voglio bene” a un mio amico ho preferito esserci e farmi in quattro per lui oppure quando bastava un semplice e al contempo orrido “Condoglianze” ho preferito dare un abbraccio sincero e una fetta di torta alla persona interessata.(Virna se per puro caso stai leggendo questo articolo sappi che sei una donna e una madre con le palle.)

Si sente spesso parlare di etica ormai questo termine è entrato a far parte di molti luoghi comuni oppure sono proprio i proverbi e i detti che “insegnano” come comportarsi e dunque contengono una parte di essa. Ma cos’è l’etica? Con questa espressione si fa riferimento all’insieme di regole morali e comportamentali che un individuo segue nelle proprie azioni.

Credo fermamente che sia impossibile stabilire un’etica comune perchè come dirò a breve l’etica si basa anche sulla “Conservazione di se stessi” e sul “Diritto dell’Essere”. Ciò significa che ognuno ha la propria idea di etica fondata sul proprio essere e sulla propria individualità. Queste  differenze portano a delle discussioni riguardo a ciò che appare giusto agli occhi di una persona piuttosto che a quelli di un’altra.

L’etica è giusta e quindi etica se si basa su dei principi che non sono regole altrimenti questa non sarebbe immediata e spontanea. Questi principi vengono seguiti tramite un “filo conduttore”, così lo definirei, che è il buon senso di cui l’uomo è provvisto e che lo contraddistingue dagli animali.

I principi sui quali la mia etica si basa sono: la conservazione di se stessi e il diritto dell’Essere, la libertà e la felicità. Questi non sono regole, ma semplici concetti da rispettare per effettuare una scelta corretta  e per tenere un comportamento  etico.

  1. La Conservazione di se stessi e il diritto dell’Essere

L’etica deve essere strettamente soggettiva poichè deve mirare alla conservazione di se stessi e al diritto dell’Essere. Nel momento in cui bisogna prendere una decisione è necessario chiedersi se compiendo una determinata azione, calpesto o vado contro al diritto di essere me stessa. In caso affermativo la scelta o il comportamento non è etico, in caso contrario lo  è.

2. La libertà

L’etica è etica  se si basa sulla libertà intesa come assenza di limitazioni, come autonomia di prendere le proprie decisioni prescindendo dalle convinzioni altrui e dalle “regole” imposte dalla società. Affinchè l’etica sia giusta e si fondi sulla libertà è importante che non venga intaccata la libertà altrui.

3. La felicità

L’etica deve avere la felicità come mezzo e, al contrario di ciò che afferma il filosofo Kant, come fine. Io sono felice se faccio il bene, ma la felicità è anche lo scopo della vita dell’uomo. In altre parole posso fare ciò che reputo bene per puro egoismo per raggiungere la felicità e la soddisfazione ossia è lecito ed etico  fare qualcosa in primis per me stessa e successivamente per gli altri.

Spero di essere riuscita a spiegare in modo soddisfacente ed esaustivo ciò che per me è l’etica e che questo aiuti a farmi conoscere meglio.

etica

Sfatiamo il mito…

Sono convinta che la società odierna e il sistema influenzino fin troppo l’attitudine e il modo di pensare delle persone. Essendo questo un blog a tema musicale non mi soffermerò su temi altrettanto importanti come gli stereotipi e la concezione della bellezza, bensì mi limiterò a scrivere due righe che spero con tutto il mio cuore possano aiutare a farvi riflettere.

Si sa “ognuno ha i suoi gusti” (anche in campo musicale) frase che mi frulla nella testa da quando sono piccolina, ma perchè non comprendere la bellezza di queste differenze?! Perchè limitarci a “stereotipare” e criticare solo per il genere o gli artisti che ascoltiamo? Sono fortemente convinta che anche queste differenze ci rendano unici  e ci tenevo a sfatare il mito o meglio i miti che ruotano attorno ai generi e agli artisti che ascolto.

  1. Non tutti i punk hanno la cresta, io non ce l’ho.
  2. I punk, rockettari e metallari non sono nazisti, sono stupide convinzioni nate da rarissimi esempi. In breve non siamo cattive persone.
  3. Il metal non è satanico.
  4. Il trascorso di una persona non determina la musica che compone e tanto meno l’intero spettro emotivo e caratteriale della persona in questione. Ciò ci porta al punto numero cinque.
  5. Gli artisti post rock fanno musica e non casino.

A questo proposito ci tenevo a concludere con una citazione tratta da una canzone  che si intitola “Crazy Train” del signorino che ho ritratto qualche giorno fa.

Folle, ma questa è la situazione. Milioni di persone vivono come nemici. Forse non è troppo tardi per imparare ad amare e dimenticare come odiare. Le ferite mentali non guariranno. La vita è un’aspra vergogna.

Un genere ignoto, forse.

Oggi vi voglio parlare di un genere musicale non molto noto, ma a me assai caro: il celtic. Con il termine celtic si fa riferimento all’insieme di tradizioni musicali dei paesi di origine celtica quali le isole del canale, Eire, Regno Unito e specialmente l’Irlanda.

La musica celtica comprende un ampio spettro di generi musicali che a loro volta possono fondersi con generi completamente diversi come il punk e il metal. Gli strumenti principalmente utilizzati sono: l’arpa celtica, l’arpa tripla gallese, l’irish flute, il biniou (un tipo di cornamusa originaria della Bretagna), la crotta, il carnyx (strumento a fiato estremamente particolare al quale suggerisco di dare un’occhiata) e molti alti.

Per quanto riguarda i sottogeneri, essi variano intensamente poichè con questi variano anche le fusioni musicali. Il celtic punk o irish punk combina il punk rock con il folk irlandese e si diffuse a partire dagli anni ottanta. Spesso i gruppi appartenenti a questo sottogenere suonano oltre a pezzi propri anche canzoni popolari. Le band principali sono: The Pogues, Dropkick Muphys e Flogging Molly.

Il celtic metal, invece, nasce inizialmente in Irlanda a partire da metà anni novanta. Si tratta del connubio tra heavy metal (spesso anche black metal) e musica celtica. I pionieri di questo sottogenere sono i Cruachan oltre ai Waylander e ai Primordial.

Spero che questo articolo abbia  aiutato ad ampliare i vostri orizzonti musicali e magari che vi abbia incuriositi tanto da ascoltare qualche brano.

Una delle canzoni più belle di sempre…

Qualsiasi cosa io dica o possa dire a riguardo di “Redemption Song” di Bob Marley mi sembra banale, stupida o scontata quindi mi limiterò a citare le sue parole.

Emancipatevi dalla schiavitù mentale, solo noi stessi possiamo liberare la nostra mente. Non aver paura dell’energia atomica perchè nessuno di loro può fermare il tempo. Per quanto ancora dovranno uccidere i nostri profeti? Mentre stiamo da parte e guardiamo, alcuni dicono che è solo un ruolo; dobbiamo adempiere il libro. Perchè non ci aiuti a cantare questi canti di libertà? 

Chi sono

Ciao a tutti, sono Anita, ho 18 anni e ho deciso di aprire questo blog per tutti gli appassionati di musica come me. Il blog è un po’ come una marionetta e io sono il burattinaio quindi potrete sì notare i miei gusti musicali, ma non diffidate ce n’è per tutti!

Per saperne di più continuate a seguirmi!

Una MELodia al giorno toglie il medico di torno

A pochi è noto il potere che la musica può esercitare sul corpo umano. La meloterapia, ossia la terapia psico-fisica basata sulle proprietà attive della musica, appartiene al ramo della medicina alternativa recentemente riconosciuta. Ma come funziona?

L’uomo reagisce automaticamente alle cosiddette vibrazioni essenziali le quali costituiscono le vibrazioni primarie che vengono sovrapposte al codice genetico dell’individuo. Quest’ultimo reagirà  allo stimolo a seconda del tipo di vibrazione.

E’ importante sapere che, al contrario di quanto si possa pensare, è necessario scegliere inizialmente la musica più adatta allo stato d’animo del paziente. Per esempio nel caso di un degente affetto da depressione è scorretto pensare di iniziare la terapia con una canzone o una melodia allegra come la settima sinfonia di Beethoven.

Con questo articolo non sto cercando di avvalorare o giustificare questo tipo di cura, semplicemente riconosco che la musica abbia un forte impatto sulla psiche e conseguentemente anche sul corpo.